Wednesday, January 10, 2007
Did my time /1 ("non ti manca?")
[No, gli altri aggiornamenti non saranno cosi` frequenti :P ] - Version 1.0
Circa 10 giorni fa, parlando della fine dell'avventura e dei programmi futuri, una che stimo mi ha chiesto:
"[la facolta teste terminata] non ti manca?".
Gia`, mi manca tutto questo? No, affatto. Per nulla.
Di questi sei anni ho un ricordo intenso e generalmente molto molto positivo (e forse, a pochi giorni dalla fine,
non potrebbe essere altrimenti; eppure, non vedo neppure motivi, per adesso, perche` questo debba cambiare). Ma ingegneria, quella ingegneria, non mi manchera` affatto.
Risolviamo questa contraddizione andando per stadi.
Come strutture, come infrastruttura, come laboratori, come logistica, come materiali e organizzazione, la mia ex-facolta` con annessi e connessi, non mi manchera` per niente, perche`, quasi letteralmente, non c'e`
niente da farsi mancare, o quel che c'e` non era soddisfacente, affatto.
Strutture inadeguate, vecchie, maltenute. Per la mala condizione, l'80% di colpa va agli utenti, cioe` agli studenti, va detto. Ma l'effetto e` il medesimo, e il risultato finale e` largamente insoddisfacente.
Le segreterie e la burocrazia sono state (sono) una via crucis, siamo in Italia del resto, per cui non doverle piu` frequentare e` un sollievo. Si, lo so che al catasto o all'anagrafe (per dire) sara` peggio, ma intanto e` un problema di meno. Unica eccezione: la mensa universitaria, di cui in relazione al prezzo sono sempre stato entusiasta utente. E il cibo era veramente apprezzabile (ancora, in relazione al prezzo).
Chiaramente occorreva fare i conti col super-iper-affollamento, al che uno poteva chiedersi dove andavano a finire lo spicinio (toscano per: "la grande quantita`") di soldi pagati in tasse. Ma questa e` un'altra storia.
Saliamo di un gradino verso l'etereo: corsi di studio, materie, professori, testi, insegnamenti.
Poca lode, piu` infamia. Il /leit-motiv/ e` "opportunita` persa".
Gli insegnamenti, come anima, radice, sono stati IMHO adeguati, buoni.
Certo, non ho mai avuto notizia di roba paragonabile ai corsi di kernel hacking organizzati a Tor Vergata (era a Tor Vergata?) -da professori, giova ricordarlo-. Programmi vecchi, e limitati, e sovrapposti!
Si poteva fare di meglio con poco, e avrebbe decisamente aiutato tagliare, ridurre, mettere opzionali alcuni esami francamente discutibili come un certo esame riguardante la gestione delle informazione e dell'azienda.
Del resto, di tutti quelli che conosco, pochi lo ricordano con piacere o lo ricordano proprio. E quei pochi lo avrebbero sicuramente scelto come esame a scelta (voluto). E poi, sopratutto, i corsi erano visti come isole, integrandosi poco o nulla tra loro.
Ognuno cercava di minimizzare i requisiti, reinventava la ruota, sprecava tempo nel rispiegare, inevitabilmente poco e male, le basi. Eppure 12 CFU non sono poi tante come si pensa, in queste condizioni. Ma anche questo discorso merita una riflessione a parte.
In generale il giudizio, ripeto, e` positivo. Ma si poteva davvero fare significativamente meglio con poco.
Passo avanti: la tesi. La tesi del sottoscritto e` stata, direi con poca tema di smentita, un guizzo.
Significativamente anticonvenzionale, fuori dal seminato, dal consueto e quasi del tutto fuori dalla facolta` e dal dipartimento; decisamente soddisfacente sotto tutti i punti di vista, come ambiente. Mi ha permesso di avere a che fare Con Nuove Ricerche di cui precedentemente ignoravo la mera esistenza e, credo di poter dire,
mi ha aperto un nuovo mondo, quanto promettente ancora non saprei, sicuramente interessante e sicuramente meritevole di ulteriore esplorazione, come infatti sta avvenendo e avverra`.
La tesi non mi manchera`, perche` l'esperienza relativa continua, nello stesso ambiente e con modi uguali o migliori; per cui, la domanda relativa e` quantomeno prematura :)
A questo punto, allora, che rimane del lungo e denso capitolo universitario?
Rimangono le cose piu` importanti: le lezioni apprese, le opportunita`, le persone.
Le opportunita` sono ancora tutte da valutare. In primis perche` l'esperienza post-tesi continua, in secundis (!!) perche` l'universita` puo` si essere un potente catalizzatore, ma del carburante (e forse, anche comburente) occorre che ognuno ci metta il suo. E quanto, e quale, il sottoscritto possa fornire ancora e` tutto da vedere.
E si vedra`, volenti o nolenti.
Le lezioni apprese non possono mancarmi. Anzi: non /devono/ mancarmi. L'universita`, la facolta`, mi ha insegnato nel tempo tutta una serie di cose, e le cose che uno ha imparato davvero non le lascia piu` (a meno di traumi cranici ovviamente, ma quelli li eviterei volentieri).
Confermo la linea di pensiero per cui -prevalentemente- si tratta di concetti meta-, ovvero raramente roba immediatamente usabile/spendibile/riciclabile, ma prevalentemente informazioni e approcci che necessitano di un ulteriore passaggio intermedio per essere usati (meta-, appunto).
Piu` carboidrati che zuccheri, se mi si passa l'ardito paragone. Molti piu` carboidrati.
A proposito del rapporto tra immediatezza e non immediatezza, ancora non saprei esprimermi: molto probabilmente e` presto per tirare le somme, e quasi sicuramente questo discorso merita una trattazione a parte. Il succo, comunque, e` che una certa maturazione in 6 anni c'e` stata, sia per motivi anagrafici sia per motivi di studio. Se non altro, l'animo fortemente smanettone del sottoscritto e` stato integrato con una robusta iniezione di attitudine allo studio (perche` altrimenti da laggiu` difficilmente se ne esce, talenti a parte), e questo male non fa. Entrare nel dettaglio porterebbe via pagine e pagine, ma voglio comunque menzionare qualche fattarello.
Per l'esperienza del sottoscritto, e` vero davvero che studi teorici a prima vista isolati dal mondo ritornano in modi e maniere inattese, anche se non si entra fortemente nello specialistico.
Le basi analitico-matematiche servono come il pane se si va a fare qualcosa di minimamente divertente, e non sono cose che si studiano la sera dopo cena spontaneamente, per cui anche qui un po` di costrizione giova.
Parrebbe che la probabilita` entri in gioco piu` spesso di quanto uno probabilmente (voluta) si attenderebbe,
e anche quella giova saperla, o saperla ritrovare.
La fisica l'ho sempre amata, forse perche` per come me l'hanno somministrata l'ho sempre digerita benone (e
con un piacevole retrogusto fruttato), quindi l'ho voluta menzionare per forza. I controlli automatici li odio
visceralmente, ma li rispetto. Li rispetto. Ci capisco poco, mi piacciono meno, ho sudato sette camicie tutte le volte che li ho incontrati, e se li vedo per la via io cambio strada, ma li rispetto. E` una materia dannatamente affascinante, a capirci qualcosa.
E cosi` via. Ma di questo (no, non solo dei controlli automatici) ne riparleremo per esteso.
Finale col botto. Andiamo a concludere.
Le persone. Ahibo`. Mi avessero detto quattro anni fa che avrei scritto quel che sto per scrivere, avrei riso della grossa. Per ore. Eppure...
Senza entrare troppo nel dettaglio, per non violare la Prima Regola Autoimposta di questo spaziucolo, in questi anni ho incontrato un monte di gente (non fosse altro, se alla partenza siamo in 300 e rotti, le conoscenze uno le espande per forza...).
Gente di tutti i tipi, chiaramente, com'e` naturale che sia. Gente che ti rimane indifferente, gente che eviti, gente con fai due chiacchiere nelle pause, o davanti alla macchinetta del caffe, e poi basta; gente con cui segui le lezioni, gente con cui prepari gli esami, gente con cui scambi gli appunti, gente con cui parli del tempo e del ritardo del treno, gente con cui parli di cose piu` nobili.
E, infine, qualche amico.
Di questi, alla fine, qualcuno mi manchera`. Qualcuno con cui studiavo, qualcuno con cui ho fatto parecchi esami e vista parecchi acqua scorrere sotto i ponti. Alla fine si diventa come commilitoni, o quasi.
Gli amici che sono arrivati, quelli non mi mancheranno.
Perche` quelli non sono stati lasciati indietro; non sono un capitolo chiuso, sono parte del racconto che si va ancora scrivendo.
Circa 10 giorni fa, parlando della fine dell'avventura e dei programmi futuri, una che stimo mi ha chiesto:
"[la facolta teste terminata] non ti manca?".
Gia`, mi manca tutto questo? No, affatto. Per nulla.
Di questi sei anni ho un ricordo intenso e generalmente molto molto positivo (e forse, a pochi giorni dalla fine,
non potrebbe essere altrimenti; eppure, non vedo neppure motivi, per adesso, perche` questo debba cambiare). Ma ingegneria, quella ingegneria, non mi manchera` affatto.
Risolviamo questa contraddizione andando per stadi.
Come strutture, come infrastruttura, come laboratori, come logistica, come materiali e organizzazione, la mia ex-facolta` con annessi e connessi, non mi manchera` per niente, perche`, quasi letteralmente, non c'e`
niente da farsi mancare, o quel che c'e` non era soddisfacente, affatto.
Strutture inadeguate, vecchie, maltenute. Per la mala condizione, l'80% di colpa va agli utenti, cioe` agli studenti, va detto. Ma l'effetto e` il medesimo, e il risultato finale e` largamente insoddisfacente.
Le segreterie e la burocrazia sono state (sono) una via crucis, siamo in Italia del resto, per cui non doverle piu` frequentare e` un sollievo. Si, lo so che al catasto o all'anagrafe (per dire) sara` peggio, ma intanto e` un problema di meno. Unica eccezione: la mensa universitaria, di cui in relazione al prezzo sono sempre stato entusiasta utente. E il cibo era veramente apprezzabile (ancora, in relazione al prezzo).
Chiaramente occorreva fare i conti col super-iper-affollamento, al che uno poteva chiedersi dove andavano a finire lo spicinio (toscano per: "la grande quantita`") di soldi pagati in tasse. Ma questa e` un'altra storia.
Saliamo di un gradino verso l'etereo: corsi di studio, materie, professori, testi, insegnamenti.
Poca lode, piu` infamia. Il /leit-motiv/ e` "opportunita` persa".
Gli insegnamenti, come anima, radice, sono stati IMHO adeguati, buoni.
Certo, non ho mai avuto notizia di roba paragonabile ai corsi di kernel hacking organizzati a Tor Vergata (era a Tor Vergata?) -da professori, giova ricordarlo-. Programmi vecchi, e limitati, e sovrapposti!
Si poteva fare di meglio con poco, e avrebbe decisamente aiutato tagliare, ridurre, mettere opzionali alcuni esami francamente discutibili come un certo esame riguardante la gestione delle informazione e dell'azienda.
Del resto, di tutti quelli che conosco, pochi lo ricordano con piacere o lo ricordano proprio. E quei pochi lo avrebbero sicuramente scelto come esame a scelta (voluto). E poi, sopratutto, i corsi erano visti come isole, integrandosi poco o nulla tra loro.
Ognuno cercava di minimizzare i requisiti, reinventava la ruota, sprecava tempo nel rispiegare, inevitabilmente poco e male, le basi. Eppure 12 CFU non sono poi tante come si pensa, in queste condizioni. Ma anche questo discorso merita una riflessione a parte.
In generale il giudizio, ripeto, e` positivo. Ma si poteva davvero fare significativamente meglio con poco.
Passo avanti: la tesi. La tesi del sottoscritto e` stata, direi con poca tema di smentita, un guizzo.
Significativamente anticonvenzionale, fuori dal seminato, dal consueto e quasi del tutto fuori dalla facolta` e dal dipartimento; decisamente soddisfacente sotto tutti i punti di vista, come ambiente. Mi ha permesso di avere a che fare Con Nuove Ricerche di cui precedentemente ignoravo la mera esistenza e, credo di poter dire,
mi ha aperto un nuovo mondo, quanto promettente ancora non saprei, sicuramente interessante e sicuramente meritevole di ulteriore esplorazione, come infatti sta avvenendo e avverra`.
La tesi non mi manchera`, perche` l'esperienza relativa continua, nello stesso ambiente e con modi uguali o migliori; per cui, la domanda relativa e` quantomeno prematura :)
A questo punto, allora, che rimane del lungo e denso capitolo universitario?
Rimangono le cose piu` importanti: le lezioni apprese, le opportunita`, le persone.
Le opportunita` sono ancora tutte da valutare. In primis perche` l'esperienza post-tesi continua, in secundis (!!) perche` l'universita` puo` si essere un potente catalizzatore, ma del carburante (e forse, anche comburente) occorre che ognuno ci metta il suo. E quanto, e quale, il sottoscritto possa fornire ancora e` tutto da vedere.
E si vedra`, volenti o nolenti.
Le lezioni apprese non possono mancarmi. Anzi: non /devono/ mancarmi. L'universita`, la facolta`, mi ha insegnato nel tempo tutta una serie di cose, e le cose che uno ha imparato davvero non le lascia piu` (a meno di traumi cranici ovviamente, ma quelli li eviterei volentieri).
Confermo la linea di pensiero per cui -prevalentemente- si tratta di concetti meta-, ovvero raramente roba immediatamente usabile/spendibile/riciclabile, ma prevalentemente informazioni e approcci che necessitano di un ulteriore passaggio intermedio per essere usati (meta-, appunto).
Piu` carboidrati che zuccheri, se mi si passa l'ardito paragone. Molti piu` carboidrati.
A proposito del rapporto tra immediatezza e non immediatezza, ancora non saprei esprimermi: molto probabilmente e` presto per tirare le somme, e quasi sicuramente questo discorso merita una trattazione a parte. Il succo, comunque, e` che una certa maturazione in 6 anni c'e` stata, sia per motivi anagrafici sia per motivi di studio. Se non altro, l'animo fortemente smanettone del sottoscritto e` stato integrato con una robusta iniezione di attitudine allo studio (perche` altrimenti da laggiu` difficilmente se ne esce, talenti a parte), e questo male non fa. Entrare nel dettaglio porterebbe via pagine e pagine, ma voglio comunque menzionare qualche fattarello.
Per l'esperienza del sottoscritto, e` vero davvero che studi teorici a prima vista isolati dal mondo ritornano in modi e maniere inattese, anche se non si entra fortemente nello specialistico.
Le basi analitico-matematiche servono come il pane se si va a fare qualcosa di minimamente divertente, e non sono cose che si studiano la sera dopo cena spontaneamente, per cui anche qui un po` di costrizione giova.
Parrebbe che la probabilita` entri in gioco piu` spesso di quanto uno probabilmente (voluta) si attenderebbe,
e anche quella giova saperla, o saperla ritrovare.
La fisica l'ho sempre amata, forse perche` per come me l'hanno somministrata l'ho sempre digerita benone (e
con un piacevole retrogusto fruttato), quindi l'ho voluta menzionare per forza. I controlli automatici li odio
visceralmente, ma li rispetto. Li rispetto. Ci capisco poco, mi piacciono meno, ho sudato sette camicie tutte le volte che li ho incontrati, e se li vedo per la via io cambio strada, ma li rispetto. E` una materia dannatamente affascinante, a capirci qualcosa.
E cosi` via. Ma di questo (no, non solo dei controlli automatici) ne riparleremo per esteso.
Finale col botto. Andiamo a concludere.
Le persone. Ahibo`. Mi avessero detto quattro anni fa che avrei scritto quel che sto per scrivere, avrei riso della grossa. Per ore. Eppure...
Senza entrare troppo nel dettaglio, per non violare la Prima Regola Autoimposta di questo spaziucolo, in questi anni ho incontrato un monte di gente (non fosse altro, se alla partenza siamo in 300 e rotti, le conoscenze uno le espande per forza...).
Gente di tutti i tipi, chiaramente, com'e` naturale che sia. Gente che ti rimane indifferente, gente che eviti, gente con fai due chiacchiere nelle pause, o davanti alla macchinetta del caffe, e poi basta; gente con cui segui le lezioni, gente con cui prepari gli esami, gente con cui scambi gli appunti, gente con cui parli del tempo e del ritardo del treno, gente con cui parli di cose piu` nobili.
E, infine, qualche amico.
Di questi, alla fine, qualcuno mi manchera`. Qualcuno con cui studiavo, qualcuno con cui ho fatto parecchi esami e vista parecchi acqua scorrere sotto i ponti. Alla fine si diventa come commilitoni, o quasi.
Gli amici che sono arrivati, quelli non mi mancheranno.
Perche` quelli non sono stati lasciati indietro; non sono un capitolo chiuso, sono parte del racconto che si va ancora scrivendo.
Labels: amarcord, me, universita
Comments:
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l'esame di chimica l'ho fatto 6 anni fa' quindi mi posso sbagliare, ma zuccheri e carboidrati non sono la stessa cosa? Ho perĂ² anche il sospetto di aver mancato una sottigliezza stilistica :(
Ad ogni modo, si, era tor vergata il corso di kernel hacking.
E cavolo, quanto concordo con la maggior parte del post.
Ad ogni modo, si, era tor vergata il corso di kernel hacking.
E cavolo, quanto concordo con la maggior parte del post.
cossupolo:
troppo buona, ti giunge nuova questa frase ? ;)
riffraff:
mi sa che hai ragione, rivangando nella memoria. Lo sgangherato paragone voleva essere il seguente: non mi (ci) hanno dato risorse immediatamente e prontamente spendibili (zuccheri semplici), bensi` risorse ugualmente spendibili, ma previa rielaborazione e... digestione (zuccheri complessi? -> carboidrati? amidi? dovro` ripassare...)
Se concordi, temo che una mia sensazione vada confermandosi, che nell'universita` italiana (quasi) tutto il mondo sia paese... :\
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troppo buona, ti giunge nuova questa frase ? ;)
riffraff:
mi sa che hai ragione, rivangando nella memoria. Lo sgangherato paragone voleva essere il seguente: non mi (ci) hanno dato risorse immediatamente e prontamente spendibili (zuccheri semplici), bensi` risorse ugualmente spendibili, ma previa rielaborazione e... digestione (zuccheri complessi? -> carboidrati? amidi? dovro` ripassare...)
Se concordi, temo che una mia sensazione vada confermandosi, che nell'universita` italiana (quasi) tutto il mondo sia paese... :\
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