Monday, May 15, 2006
terra bruciata
Per il post numero 42, mi permetto una piccola divagazione estemporanea.
Normalmente in questo mio spaziucolo evito intenzionalmente di occuparmi di vita sociale, politica etc. etc, salvo squarci sulla vita universitaria che mi concedo per amor/dover di cronaca. Mi piace lasciare ben separati gli ambiti, ove possibile, e focalizzarmi -in questa sede- su elucubrazioni piu` o meno sensate su quella parte di mondo dell'informatica che bazzico, con particolare attenzione a quell'amabile groviglio di linee di C che risponde al nome di transcode.
Anche se uno cerca di non occuparsi di politica (in senso lato, intesa come l'Arte di governare le società.), a volte e` la politica che si occupa di lui. La lingua batte dove il dente duole: la puntata di ieri sera di report insiste su un filone inquietante, per chi nel settore IT italiano vorrebbe viverci, e avrebbe ambizioni un filino piu` alte del programmare gestionali in VB o foxpro.
Poi, intendiamoci: la via del java, o del C#, o del delphi, e della classica produzione SW di basso cabotaggio, magari il solito gestionale, di cui molto si (s)parla in giro -per carita`, forse anche a torto- di basse pretese e basso livello tecnologico non e` che mi inquieti e mi indigni di per se. Non mi crea particolari problemi l'idea di finire in una PMI a programmare le solite cose con sharpdevelop in .NET 2.0. Non ambisco ad un posto nello star system del SW, non ho la pretesa di diventare un kernel god piuttosto che un guru del gpgpu o nulla.
Alla peggio, un posto su sf.net lo si trova sempre, per coltivare i propri interessi anche solo un paio d'ore la settimana (che poi diventano sempre di piu`, per i veri geek ;) ).
Non tutti nascono Pele`. Nessun problema. Pero` uno certe domande dovrebbe farsele. Certe cose andrebbero spiegate. Perche` volersi (o sapersi) accontentare va bene (cfr periodo precedente) ma doversi accontentare e` un'altro discorso.
Avere una scena che prevede, per quel che sto vedendo sinora, un mare magno di grigio uniforme e poche rare isole di colorata eccellenza non mi pare una situazione granche` sana, felice, auspicabile, promettente. Specialmente per chi in quel settore vorrebbe entrarci e restarci, per chi, a torto o ragione, una vocazione (cfr ancora puntata di report) ad essere tecnico IT se la sentirebbe anche.
Perche` il punto (uno dei punti, invero) e`: quante realta` IT ci sono qui nel nostro paese che siano, o provano ad essere, entita` indipendenti, che non si limitano a produrre rimasticazioni e riconfezionamenti di tecnologie esistenti? Che facciano qualcosa di originale, voglio dire, almeno nelle intenzioni? Quante altre nomachine (i tizi di freenx) ci sono?
Quante colonie di tecnologie di altri (e lasciamo fuori i brevetti SW da questo discorso, per pieta`!) ci sono, in proprozione? Poche (mah)? Abbastanza? Molte? Troppe?
Nessuna certezza, solo sospetti. Anzi si, una certezza (magari infondata, chissa`, lo scopriro` solo vivendo): uno scenario in cui ci siano anche, e magari anche parecchie "colonie tecnologiche" che appunto rimasticano, reimpacchettano roba d'altri, va bene, oserei dire e` fisiologico, inevitabile.
Ma che ci siano prevalentemente tali realta` mi pare sintomo di problemi piu` grossi.
Poi, tornando alla gretta visione personale, uno si da da fare, si impegna, si ricava uno spazio, magari ce la fa anche. Magari uno ci spera ancora, ma questo non c'entra: una sensazione di inquietudine rimane, rimarra` sinche` certe domande resteranno senza risposta, e forse dopo ancora. Una sensazione che ci sia davvero qualcosa di sbagliato dietro tutto l'ambaradan.
E l'ipotesi di cambiare aria, come altri piu` in gamba hanno gia` fatto, si fa man mano meno improponibile.
Comments:
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"cambiare aria" è una il prodotto di una combinazione di tre parti di visibilità (che l'open source da') e sette parti di culo. capita, e spesso ti va' di lusso (il sottoscritto è molto grato alla serie di casi che l'hanno portato nella terra d'albione).
c'è da dire che rimanere in italia significa, generalmente, proprio finire a scriver gestionali o a fare il consulente pagato poco e trattato come una prostituta; anche perché la voglia e le risorse per aprire una startup - magari finanziata da una grande azienda - non tutti le hanno, ma sicuramente in italia è difficile farlo anche quando le hai, tra pastoie burocratiche, pochi fondi e basso ritorno.
c'è da dire che rimanere in italia significa, generalmente, proprio finire a scriver gestionali o a fare il consulente pagato poco e trattato come una prostituta; anche perché la voglia e le risorse per aprire una startup - magari finanziata da una grande azienda - non tutti le hanno, ma sicuramente in italia è difficile farlo anche quando le hai, tra pastoie burocratiche, pochi fondi e basso ritorno.
Zefram:
Riguardo al destino della terra natia, se piove di quel che tuona ci sara` assai da ridere nel futuro (riso isterico, beninteso). Spero sempre che la mia visione sia viziata da una sua (eccessiva) limitatezza, ma piu` si va avanti piu` gli indizi paiono convergere. Al che diventa di pari passo sempre piu` appetibile vedere come va il mondo oltralpe.
Riguardo alla fortuna... La mia idea e` che la fortuna aiuta gli audaci ;).
Limitatamente a quest'aspetto, audace non son mai stato, per la suddetta carenza di motivazioni. Ma le cose cambiano, talvolta.
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Riguardo al destino della terra natia, se piove di quel che tuona ci sara` assai da ridere nel futuro (riso isterico, beninteso). Spero sempre che la mia visione sia viziata da una sua (eccessiva) limitatezza, ma piu` si va avanti piu` gli indizi paiono convergere. Al che diventa di pari passo sempre piu` appetibile vedere come va il mondo oltralpe.
Riguardo alla fortuna... La mia idea e` che la fortuna aiuta gli audaci ;).
Limitatamente a quest'aspetto, audace non son mai stato, per la suddetta carenza di motivazioni. Ma le cose cambiano, talvolta.
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